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Blade Runner 2019

L'universo distopico tra cinema e fumetto

Oggi ho preso una decisione. Vi parlo di una cosa che mi sta molto a cuore. Anzi, a pensarci bene sta a cuore a molti di noi: Blade Runner. L’universo creato intorno alla novel di Philip K Dick: “Do Androids Dream of Electric Sheep?” (la cui traduzione ufficiale in italiano è più deludente delle scatole dei biscotti dove dentro trovi il materiale da cucito) è stato parte integrante della mia formazione come persona.  Ricordo ancora quando, nel lontano 2002, mio padre mi obbligò a vedere quel film per la prima volta in videocassetta. Avrò avuto poco più di 7 anni. Certo, forse un po’ violenta come iniziazione al mondo del cinema, però diamine, ci voleva. Da allora ho imparato a sognare ad occhi aperti un po’ di più.

 

Ma fatemi fare un passo indietro, sono partito in quinta, non mi sono neanche spiegato. Alcuni di voi potrebbero non conoscere Blade Runner. Ora, non sono tipo da gridare all’eresia o da chiamare le inquisizioni dei vari paesi Europei (soprattutto quella Spagnola) e quindi non lo farò. Però fatevi un favore e recuperatelo…oltre ad essere uno dei primi esempi di fantascienza cinematografica infatti, il suo primo capitolo, ovvero il film diretto da Ridley Scott, è un autentico capolavoro sotto innumerevoli punti di vista. La storia, la fotografia, l’atmosfera… E, a tal proposito, c’è da dire che anche il seguito, Blade Runner 2049, diretto da Dennis Villeneuve, riesce a tenere il passo. Un altro grande lungometraggio per quella che è una saga ormai immortale. Insomma, quello lo vidi al cinema tre volte. E io sono uno a cui non piace particolarmente rivedere le cose. Con tutto l’intrattenimento che esce al giorno d’oggi ho sempre dovuto ottimizzare il tempo libero.

 

 

Comunque, negli anni l’universo di Blade Runner ha continuato ad espandersi. In verità era già uscito un brevissimo fumetto che fungeva da prequel per la storia di 2049 (e che si trovava solo online) e si vociferava di un sequel scritto dallo stesso sceneggiatore che si era occupato del secondo film. Insomma, le voci si rincorrevano dal 2018 ma di carne al fuoco ce n’era poca. E potete immaginarvi l’hype dei fan come me che attendevano questo nuovo capitolo con una certa ansia, soprattutto visto il cambio di media comunicativo…  Recentemente, comunque, è arrivato anche in Italia quello che, nel frattempo, è diventato un prequel invece di un seguito. Blade Runner 2019!

Il fumetto… Viene spontaneo chiedersi se ne valga la pena. Spesso capita che vengano fatti degli adattamenti, e diciamocelo, non sempre i risultati sono rosei. Eppure il volume disegnato da Andres Guinaldo, funziona…e funziona alla grande! Viene raccontata una nuova vicenda, con personaggi freschi e dinamici, ma senza dimenticarsi delle regole dell’universo narrativo. E non è solo la storia ad essere particolarmente riuscita, anche i disegni sono eccellenti e non fanno rimpiangere la pellicola.

Blade Runner 2019 è un esempio perfetto di come le varie forme di intrattenimento visivo possano andare d’amore e d’accordo, se si lavora bene. La storia di questo titolo aggiunge infatti tante sfumature alla questione principale su cui si fondano entrambi i film: l’importanza dell’ “anima”. E il fatto che gli autori si siano aperti ad un nuovo tipo di comunicazione gli permette non solo di dire cose nuove, ma di raggiungere un pubblico che magari prima non si era interessato a loro.

 

I replicanti sono veri esseri umani? Esistono esseri viventi di classe A e classe B? Fino a dove può spingersi il progresso tecnologico? Il fine giustifica davvero i mezzi? Mille sono le domande che nascono dalla lettura di questo piccolo gioiello, domande che vi tormenteranno, almeno fino all’uscita dell’attesissimo prossimo capitolo!

flavio rogledi
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