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Dylan Dog 666

Dylan Dog. Un nuovo assistente, una nuova vita

 

Da qualche tempo se ne parlava e finalmente abbiamo i primi numeri tra le mani. Dylan dog, L’old boy (e non chiamatelo più così, pare non gli piaccia) si svecchia, cambia pelle ma mantiene la sua anima tormentata in un nuovo (forse?) universo narrativo. Roberto Recchioni, la mente a capo di questo restyle, ha ridato vita ad un personaggio che ormai è immortale nei nostri cuori, ma che aveva certamente bisogno di fare un passo avanti rispetto ai tempi che furono per aprirsi e comunicare con il presente. Un nuovo look, nuove sfide da affrontare, nuovi amici su cui appoggiarsi.

Il “Dylan”  2.0 è comunque pieno di citazioni al passato, ma i suoi rapporti con il mondo che lo circonda sono profondamente cambiati, specialmente per quanto riguarda gli altri protagonisti delle sue storie. Bloch, Raina, Carpenter (per esempio) sono comunque presenti in quello che ci piace definire “universo 666”, ma ognuno di questi personaggi si è trasformato per dare vita al nuovo “enviroment” che circonda il nostro protagonista.

 

E poi c’è Gnaghi, il nuovo assistente di Dyd. Se siete rimasti fuori dal giro da un po’ di tempo, infatti, dovete sapere che in questa rinnovata serie l’aiutante dell’indagatore dell’incubo non è più il brillante, geniale, sarcastico (sarcastico come me in questa descrizione) Groucho Marx, ma, appunto, il misterioso Gnaghi. Non parla, grugnisce semmai, pare essere un ottimo uccisore di zombie (grazie alla sua fedele pala) e un buon amico; semplice in superficie ma complesso dentro. L’impressione è che questo personaggio sia ancora nella sua fase embrionale, ma abbia molto di più da dare di quanto visto fino ad ora. Non mancano, comunque, le strizzate d’occhio al passato.  Per i fan della vecchia guardia le speranze di rivedere il loro assistente preferito sono già presenti; in verità, i più attenti avranno sicuramente notato che egli è già apparso, seppur per un’unica vignetta…

Comunque sia, tirando un po’ le somme, il nuovo Dylan ci piace, e parecchio. I primi numeri hanno una narrazione tagliente e paiono essere più propensi a seguire una continuity ben definita, addirittura rincorrendosi l’un l’altro con anticipi dell’albo successivo alla fine di quello precedente. I disegni, fino ad ora, sono stati strepitosi, le copertine poi sono una favola, e anche la scrittura è di grande effetto.

Da notare soprattutto l’ultimo uscito, Anna per sempre, che ha una sequenza muta di 32 vignette, una bella sfida per uno sceneggiatore, ma che è stata gestita con grande capacità ed esperienza, ottenendo un effetto davvero d’impatto (del resto Recchioni cura Dylan da più di sette anni, ormai!)… Insomma, sperando che questo nuovo ciclo riesca a mantenere alta la qualità come ha fatto fino ad ora, noi ci dichiariamo impazienti di vedere nelle nostre librerie il prossimo numero. Appena uscirà lo troverete prontamente nella sezione delle novità e sul sito, non fatevelo scappare!

flavio rogledi
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