Due chiacchiere con...Federico Franzò

Due chiacchiere con…Federico Franzò

Disegnare i propri sogni

Ciao a tutti, oggi l’angolo di Comics Corner ospita Federico Franzò! Magari non tutti sapete chi sia , ma se avete letto Topolino…beh, allora lo avete sicuramente apprezzato! È stato così gentile da offrirci un po’ del suo tempo, tra una tavola e l’altra, per rispondere alle nostre domande di curiosi cronici, per cui non perdiamo tempo ed iniziamo!

L’intervista è a cura della nostra fantastica Giordana!

Ciao Federico, grazie della disponibilità che ci hai offerto! Intanto la prima domanda personale: come sei arrivato a voler disegnare per la disney? Tutti noi da piccoli avevamo il sogno di vederci pubblicati sul settimanale che amavamo, ma non tutti sono riusciti ad arrivare dove sei arrivato tu!

Ciao Comics Corner, grazie a te per l’interessamento e un saluto a tutti i lettori!

Difficile identificare un momento preciso in cui mi sono detto “voglio diventare disegnatore Disney”, più che altro perché si va a prima dell’età della ragione. Già ai tempi dell’asilo infatti disegnavo Paperino e gli altri personaggi (ma soprattutto Paperino) ogni volta che ne avevo la possibilità. Disegnare per lavoro è sempre stato quello che ho voluto, poi crescendo farlo per Disney, oltre che un proseguimento naturale della mia passione di bimbetto, è diventata anche l’ambizione di raggiungere i massimi livelli che la professione potesse offrire. Arrivare all’obiettivo è stato un viaggio lungo e tortuoso: innanzitutto perché ho dovuto raggiungere il livello tecnico minimo richiesto, e ci sono voluti anni di prove! In secondo luogo, ho dovuto attendere che Topolino avesse bisogno di altri disegnatori (è pur sempre un luogo di lavoro con personale, assunzioni e così via). La mia occasione si è verificata con il concorso per nuovi disegnatori del 2014, grazie al quale sono stato selezionato!

Nel frattempo ho cercato di farmi le ossa come disegnatore e come professionista lavorando in maniera costante, negli anni, per diversi editori. Sia nell’ambito del fumetto che dell’illustrazione. Tutte esperienze preziose che mi hanno formato e preparato pian pianino.

Come vedi l’evoluzione di topolino negli anni? voglio dire, sfogliandolo mantiene sempre quel sapore che ci regalava da bambini, eppure ci sono stati diversi cambiamenti nel corso dei decenni.

Topolino si è evoluto negli anni perché ci siamo evoluti noi. L’essenza del mondo Disney sta nei loro personaggi, cambiati anch’essi ma sempre uguali nel loro incarnare questa o quella caratteristica. Paperino sarà sempre un individuo positivo e pigro, irascibile e sfortunato, nel quale ci identificheremo; posto però di fronte alla società di, che ne so, 50 anni fa o a quella odierna, la sua risposta a quello che gli succede sarà diversa. Oltre a quello, è cambiato anche il background culturale e sociale dei lettori, e di conseguenza il loro gusto. Topolino deve evolversi anche seguendo quest’ultimo, aggiustando il tiro qua e là.

Al centro però ci sono sempre loro, i personaggi. Potremmo vederli come elementi chimici sottoposti ad agenti sempre diversi (noi lettori, la società, etc.) e che danno sempre reazioni nuove…Questa similitudine mi è venuta in mente adesso scrivendo, per cui prendetela con le pinze! *ride*

              “Topolino si è evoluto negli anni perché ci siamo evoluti noi”

Per un prodotto che esce settimanalmente quali sono i tempi in cui lavori? è tutto serratissimo come lo immaginiamo?

Per fortuna noi disegnatori non ci muoviamo in ambito settimanale o la nostra aspettativa di vita diminuirebbe parecchio. Di solito riceviamo la sceneggiatura diversi mesi prima della pubblicazione e possiamo lavorarvi con relativa calma. Per relativa intendo che comunque finiamo sempre per auto-recluderci in casa o in studio a disegnare ore e ore per giorni e giorni senza mai staccare. Ho usato un plurale maiestatis ma devo anche ammettere che io sono molto lento, devo ancora imparare a gestirmi. Altri disegnatori più navigati sono molto più a loro agio.

Chi gestisce a livello ebnomadario (traduzione: settimanalmente) Topolino sono i ragazzi della Redazione, che credo siano dei cyborg su base umana che non hanno mai bisogno di mangiare e dormire, altrimenti non si spiega come facciano a fare tutto senza mai sgarrare.

Non vogliamo rubarti più tempo del necessario per cui vado con l’ultimissima domanda: come vivi essere un disegnatore disney? mi spiego, come ti rapporti con il giovane pubblico che poi ti sfoglierà? (ok forse le domande sono due ma so che ci perdonerai)

Essere un disegnatore di Topolino vuol dire guadagnarsi da vivere facendo qualcosa che ti piace: essere lavoratori, ma in un’accezione diversa dal significato negativo che di solito si dà al concetto di “lavorare”. Questo non significa essere scevri da responsabilità, fatica e una necessaria abnegazione (nello specifico, obbligarsi a rimanere seduti sul banco da disegno per otto e più ore al giorno).

Nonostante interazioni ed effettivi contatti con il pubblico alla fine siano piuttosto limitati, il rapporto con il lettore è costante: quando si disegna si tiene sempre a mente che quello che uscirà dalla tua mano sarà letto da qualcuno; composizione ed elementi saranno disposti per guidarne l’occhio e rendere nel modo più fluido e piacevole possibile l’esperienza. I personaggi dovranno sempre essere riconoscibili, i loro movimenti fluidi e le loro anatomie mai troppo forzate. I lettori sono coloro che ci fanno tenere salde le mani sul volante per non farci andare fuori strada. Inoltre comprando Topolino, non ci fanno neanche finire sulla strada; nello specifico, a chiedere l’elemosina negli angoli dei marciapiedi. Comprate Topolino, amici!

Nelle rare occasioni in cui si disegna in pubblico invece non c’è molto da dire: i personaggi Disney sono come un linguaggio universale riconoscibile da grandi e piccini. I grandi tornano in qualche modo piccini e i piccini sono più piccini che mai: si esaltano; si mettono a disegnare insieme a te; si incuriosiscono e basta nel peggiore dei casi. E’ sempre una festa, e la consapevolezza di poter lavorare con qualcosa che tocca sempre le corde più positive nell’animo delle persone è un privilegio per cui mi ritengo estremamente grato. Evviva!

Insomma, cari amici dell’angolo delle curiosità, è davvero difficile ignorare una passione del genere, vero? Sapere che chi lavora dietro alle storie lette da migliaia di bambini è così carico di entusiasmo, è davvero bello. Noi quindi ora ringraziamo Federico, ringraziamo Panini italia, e se non lo abbiamo ancora fatto corriamo in fumetteria (o sul nostro sito) a comprare Topolino!

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